martedì 24 ottobre 2017

[ITA] Da oggi puoi scaricare il bando per partecipare al "Campania Film Festival"
[ENG] From today you can download the statement to take part in "Campania Film Festival

CAMPANIA FILM FESTIVAL 


[ITA] Questa iniziativa dell’Associazione Centro di Documentazione Demologico si propone la realizzazione un progetto legato al mondo dell’immagine denominato Campania Film FestivalIl Festival vuole diventare un punto di riferimento per i documentaristi, i filmmakers, i fotografi, gli artisti e di tutti coloro che lavoro e raccontano se stessi attraverso le immagini; sarà un vero e proprio laboratorio/workshop dove diverse scuole di pensiero e di progettazione visiva vengono ad incontrarsi senza escludere la presenza di studiosi provenienti da diverse parti del mondo, come dalla Campania e dalle regioni vicine. L’iniziativa è articolata su più giornate di visione, dove anche il racconto fotografico viene proposto come una proiezione e/o da video interviste dei protagonisti, da incontri e dibattiti pubblici, oltre che da tavole rotonde di esperti al fine di caratterizzare maggiormente la scientificità dell’evento per provare a delineare le prospettive future di discipline come la Visual AnthropologyUn nostro compito sarà quello di rendere vivo l’archivio del Festival, man mano che si formerà nel tempo e nei prossimi anni d’attività. Con questo intendiamo che il Festival non si deve pensare limitato al solo periodo di programmazione finale, primo perché l’organizzazione si dipana per l’intero anno, ma perché si cercherà di creare delle aree tematiche da proporre sia alle scuole, di ogni ordine e grado, che agli appassionati in mini rassegne, di innescare collaborazioni con altri festival e manifestazioni socio-culturali, con cinecircoli, cinestudio accademie e di contribuire alla alfabetizzazione alla immagine. L’obbiettivo principale di Campania Film Festival è quello di promuovere il cinema documentaristico e d’arte con particolare attenzione alle tematiche e alle metodologie antropologiche. Il carattere internazionale del festival è di fatto non solo cercato ma anche inevitabile per vocazione stessa della disciplina e del mezzo. La scelta di non settorializzare gli interventi e le tematiche proponendo tematiche che riteniamo possano restringere la prospettiva di interesse è voluta. Riteniamo che questo tipo di politica culturale produca non solo uno scambio ad ampio raggio di idee e temi ma anche una prospettiva di cooperazione estesa. Certamente fondamentale è poi la scelta di proposte che suscitano l’interesse di un pubblico più vasto possibile per la loro attualità e diversità, dove l’esotico diventa una categoria superata e superflua, lasciando posto al problematicità in un’ottica che vadano ben oltre il particolarismo localistico e che colgano attraverso le lenti una dimensione globale e contemporanea.

[ENG] This idea of the Association Centro di Documentazione Demologico  proposes to realize a project related to the image world called Campania Film Festival.
The Festival wants to become a point of reference for documentaries, filmmakers, photographers, artists and all those who work and express themselves through the image; it will be a real workshop where different schools of thought meet without excluding the presence of scholars from different parts of the world, such as Campania and the neighboring Regions. The initiative is articulated on several days of vision, where also the photographic story (Photo Tale) is proposed as a screening and/or video interviews of the protagonists, as meetings and public debates, as well as from roundtables of experts in order to characterize the most scientifically the event to try to outline the future perspectives of disciplines such as Visual Anthropology. Our task will be to make the Festival’s archive alive, as it will form in time and in the coming years of activity. We mean, thereby, that the Festival should not be confined to the only period of final programming, first because the organization goes down for the whole year, but because it will try to create thematic areas to be proposed to schools, every order and degree, to enthusiasts, and in small reviews, to start collaborations with other festivals and socio-cultural events, cinemas, cinestudio academies and to contribute at a different reading of the image. The main goal of Campania Film Festival is to promote documentary and art cinema with particular attention to anthropological themes and methodologies. The international character of the festival is in fact not only sought but also inevitable by the vocation of discipline and the medium. The choosing to not segmentize interventions and topics by proposing themes that we think may restrict the perspective of interest is a choice. We believe that this type of cultural policy not only produces a wide range of ideas and themes but also a perspective of extended cooperation. Certainly primary is the choice of proposals that raise the interest of a wider public for their actuality and diversity, where the exotic becomes a superfluous and superfluous category, leaving room for in a sense that they go far and beyond localistic specialism, and that they wrap through the lenses a global and contemporary dimension.


giovedì 19 ottobre 2017

Etnografia Cortese

WORKSHOP OF VISUAL ANTHROPOLOGY
fotografia di reportage


Presentazione 24 ottobre h18.00 presso Circolo Culturale Arci “Gli Amici del Bibliofilo” 
Piazza Immacolata n°4 
San Giorgio del Sannio (BN)

Organizzato dal Circolo ARCI “Il Bibliofilo” e dall’Associazione B.R.I.O. Brillanti realtà in osservazione (la partecipazione al corso prevede tesseramento all’Arci 2017-2018– contributo tessera da versare all’atto dell’iscrizione e l’iscrizione a B.R.I.O. che è gratuita)




Il corso è rivolto a chiunque voglia approfondire la tematica della fotografia documentaria.
Il corso prevede 10 lezioni più 2 esperienze di campo ed è finalizzato a fornire ai partecipanti un adeguato bagaglio di informazioni teoriche e tecniche per poter approcciarsi alla fotografia documentaria.
Le esperienze di campo saranno decise durante il corso in base agli interessi dei partecipanti 
Gli organizzatori propongono come sunto finale la presenza ai “Carnevali dell’Irpinia”.

Il contributo di partecipazione al corso è di € 140 a persona (€ 100 per chi ha meno di 18 anni) - i costi degli spostamento e i pasti per le uscite di campo sono a carico dei partecipanti.
Il corso è riservato ad un massimo di 12 partecipanti e si attiverà solo al raggiungimento della soglia minima di 5 partecipanti.

Il 24 Ottobre alle ore 18.00 è prevista la presentazione del corso (gratuita e aperta a tutti);
è previsto un appuntamento settimanale (il martedi dalle 18.00 alle 20.00);
dopo l'ultima lezione è previsto un ulteriore incontro in prossimità dell'esperienza di campo per indicazioni logistiche.

I docenti del corso sono
Aldo Colucciello esperto di fotografia ed antropologo in collaborazione con Chiara Fierro esperta di fotografia e si avvarrà della presenza di fotografi professionisti.
Argomenti del workshop:
Fondamenti di storia e tecnica della fotografia e in particolare della fotografia
documentaria.
Che cos'è l'antropologia visiva: cenni storici, esempi e prospettive future.
Le problematiche della ricerca di campo: etica e morale. 
Fotografia e Rito / Fotografia è Rito?
I Festival della fotografia documentaria: da Intimalente al World Press Photo.
I fotografi: il caso Cristina Garcia Rodero.
Uscita di campo da concordare 
Lettura del portfolio
Incontro per direttive logistiche. 
La documentazione di campo: preparazione all'uscita. Linee guida per una corretta documentazione dell'evento
Uscita di campo da concordare 
Lettura del portfolio
Giornata conclusiva “Carnevali dell’Irpinia

Aldo Colucciello, dottore di ricerca per le discipline demoetnoantropologiche, ha insegnato presso l'università degli Studi di Macerata, presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli ed ha collaborato con le cattedre dedicate all'antropologia del Suor Orsola Benincasa e quella di Letteratura e cultura Hindi dell'Orientale di Napoli. Al momento si sta occupando di Antropologia Visiva (fotografia e documentazione video) e di documentare le tradizioni popolari della Campania e dell'area Mediterranea in comparazione alle culture altre. Collabora con il Centro di Documentazione Demologica che a breve ripartirà con l'esperienza del “Museo delle Feste”. Organizza da più di sei anni il festival di Etnografia visiva “Intima Lente” e il festival di Cortometraggi “GRAFFI” dedicato alle opere No Words Awards, quest’anno alla sua terza edizione.

info:
asso.brio@gmail.com

3398087919 (ALDO)

3492601303 (ENRICO)

martedì 18 luglio 2017

Calvi - La festa dei Sacri Cuori



 Battito… la festa dei Sacri Cuori a Calvi (BN)
Ramona Viglione
 Foto di Chiara Fierro e di Ramona Viglione ©ArchivioBrio

Nei pressi del Comune di San Giorgio del Sannio, a Calvi, il 3 e il 4 Giugno si è celebrata, la festa in onore dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. 
Le relative statue, custodite nella chiesa  di San Gerardo Maiella, sono dei mezzo busti con il cuore ben in vista che, in occasione della processione sono trasportate a spalla fuori dalla Chiesa e lì lasciate in sosta e fatte oggetto di una caduta di petali chiamata infiorata fatta in segno di devozione e di purificazione per e della comunità tutta. 

Di solito, la statua della Madonna è portata dalle donne, mentre quella di Gesù dagli uomini. Anticipano l’uscita delle statue gli stendardi di San Gerardo, dell’associazione cattolica e del Comune. La festa dei Sacri Cuori ha introdotto come elemento caratterizzante il lancio dei petalida una gru, posta all’altezza del campanile della chiesa; i fiori sono un motivo molto ricorrente in questa festa in quanto, oltre ad essere usati per l’infiorata, sono lanciati per strada e sono presenti anche sullo stendardo di San Gerardo, Santo patrono di Calvi.


Una volta finita l’infiorata dalla piazza centrale parte la processione e lungo il corpo della stessa è possibile distinguere in ordine: gli stendardi, i bambini con il saio bianco, il parroco seguito dalla comunità e dalle statue e, infine, la banda musicale. Così la processione esce dal centro di Calvi, raggiungendo le contrade di campagna, per poi ritornare nel paese, non prima di essere passata sotto quel che rimane del Portone Mirra, unico elemento tardo medievale ancora in piedi nel centro storico. 

Il percorso continua costeggiando il lato destro dell’abitato e gira a destra camminando lungo via Campo Freddo alla volta del cimitero situato ai confini con San Giorgio del Sannio.
La processione gira su se stessa e torna indietro fino a costeggiare una chiesetta, davanti alla quale si sosta brevemente, per poi ritornare verso la chiesa madre. 
Lungo il percorso alcuni abitanti, per rendere omaggio alla presenza dei Sacri Cuori, fanno esplodere fuochi d’artificio e, prima che arrivino le statue davanti casa, fanno un’offerta buttando petali lungo il cammino. Inoltre, sin dal passato, qualche calvese adibisce dei tavoli con tovaglie bianche pregiate, come dei piccoli altarini su cui saranno poggiate le statue, “come se le si volesse far riposare”. Il tavolo obbliga la processione a fermarsi, quindi le statue sono posate su si esso e, dato che hanno la funzione dichiedere suppliche, grazie o preghiere per qualcuno o qualcosa, il prete dice un’omelia e poi il percorso può continuare. Il tavolo rappresenta inoltre il prestigio sociale della famiglia che lo pone davanti casa e sarebbe una scortesia non fermarsi. 
Nonostante nella festa ci siano quindi determinate norme, come ad esempio il percorso della processione, questo non esclude un’estrema libertà formale che ha la facoltà di immettere elementi nuovi, come testimoniato dal lancio di palloncini colorati al cielo, all’arrivo delle statue davanti a un tavolo in paese. 
La festa, operando su un piano comunitario, per i fedeli rappresenta la celebrazione della fede e dell’amore divino che simbolicamente risiede nell’organo chiamato cuore, ma anche l’occasione di creare, ribadire o riallacciare legami sociali all’interno della comunità e di mostrare il prestigio sociale; la “messa in scena” della processione, pratica tendenzialmente universalistica, che si dispiega lungo il territorio di Calvi che è, quindi, in relazione con il corpo sociale totale, che riformula status e ruoli, costruendo ordini sociali locali.
#calvi #antropologia #festa 

venerdì 9 giugno 2017

I Mezzetti di Frigento - Il Buon Consiglio

I MEZZETTI  DI  FRIGENTO
Ramona Viglione

Foto di Chiara Fierro e di Orlando Marallo ©ArchivioBrio


Abstract [Ita] In occasione della Festa della Madonna del Buon Consiglio, a Frigento, piccolo comune in provincia di Avellino, le varie contrade si organizzano facendo sfilare donne e uomini con il così detto “mezzetto” portato sul capo. Questo altarino di fiori e con al centro una statuetta raffigurante la Madonna viene portato in Chiesa, luogo che custodisce la Sacra tavoletta della Madonna del Buon Consiglio ritrovata da un “povero e puro” uomo,  Carmine Capobianco, nel 1920. Questo avvenimento ha fondato la festività di Frigento e la sua identità culturale. Nonostante questo, la sua celebrazione, cambia negli anni in linea ai cambiamenti socio-culturali. 

Abstract [Eng] On the occasion of the Feast of the Madonna del Buon Consiglio in Frigento, a small village in the district of Avellino, the various parts organized by women and men a walk in the street with the “mezzetto” brought on top. This flower altar with in the center a statue depicting the Madonna is brought to church, a place that holds the sacred tile of the Madonna del Buon Consiglio, discovered by a "poor and pure" man called Carmine Capobianco in 1920. That event founded the Frigento's festivity and its cultural identity. In spite of this, its celebration, in line with socio-cultural changes.



Il 9 Maggio 2017 a Frigento, comune in provincia di Avellino, si è svolta la festa della Madonna del Buon Consiglio. Quest’anno si è giunti al 97° Anniversario del ritrovamento di una terracotta raffigurante Maria che tiene in braccio il Bambino Gesù, ritrovamento legato al mondo dei sogni e a un evento miracoloso risalente al 1920: la Madonna apparve in sogno a un contadino, Carmine Capobianco, indicandogli il punto in cui scavare per trovare la maiolica sacra. Dopo il ritrovamento, il sacerdote dell’epoca si adoperò per la costruzione della Chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio (nella quale è ancora oggi custodita la terracotta sacra) e da lì, in un posto in cui non c’era altro che terra incolta, iniziò a svilupparsi un piccolo centro abitato.
L’evento festivo della Madonna del Buon Consiglio poggia su un sistema organizzato, preciso e riconosciuto come fondante dai partecipanti. In particolare, ogni anno si tiene una processione che inizia nella mattinata del 9 Maggio e che sfila fino a raggiungere la Piazza Piano della Croce, dove è situato il Santuario.
La particolarità della processione è racchiusa dal fatto che è senza Madonna, perché la tavoletta rimane in chiesa, e dalla particolare sfilata dei “mezzetti” portati sulle teste delle persone provenienti dalle contrade di Frigento e dalla frazione di Pagliara. I mezzetti sono dei piccoli altarini costruiti con fiori, con al centro una statuetta della Madonna e posano su una piccola botte, un tempo piena di grano. Rappresentano un voto portato in testa da chi aveva chiesto o stava chiedendo qualcosa alla Madonna del Buon Consiglio. Molti mezzetti sono quelli degli anni precedenti, succedutesi di generazione in generazione, altri sono creati ex novo per la festa dalle varie famiglie e contrade che vi partecipano.


Tra di loro compare il mezzetto portante, che rappresenta lo Spirito Santo, di solito è il primo della fila, quest’anno era al suo centro. Nonostante la Chiesa cattolica rifiuti l’uso di banconote o di oro sulle statue rappresentanti le figure della cristianità, sui mazzetti si possono vedere banconote di piccolo taglio, che vengono aggiunte anche dai credenti in Piazza e che saranno poi date in offerta al Santuario e al Comitato Festa. Durante la processione, le persone della stessa contrada o della stessa famiglia che hanno il mezzetto se lo scambiano, affinché il trasporto risulti meno stancante.


Una volta arrivati davanti alla Chiesa, i frati francescani, per documentare l’evento, scattano una foto alle persone con i mezzetti che man mano entrano in chiesa. Poi i mezzetti sono depositati ai lati del Santuario e viene celebrata la messa, seguita dalla supplica alla Madonna del Buon consiglio, intervallati da omaggi sonori di preghiere e applausi. I mezzetti rimarranno lì tutto il mese di Maggio. 
L’evento religioso è accompagnato da una fiera che, come ricorda un signore di 84 anni, è cambiata molto perché in passato era un’occasione per comprare animali da allevamento, mentre oggi, in linea con i cambiamenti che ha subito il tessuto sociale e culturale, offre la vendita di vestiario e prodotti alimentari. Le feste, in effetti, si riplasmano in funzione dei suoi attori, tant’è che ha subito un cambiamento anche la composizione dei mazzetti, i quali in passato erano fatti di grano, mentre oggi di fiori (tra l’altro finti). Come racconta Giuseppe, 62 anni, volontario nel comitato festa “nel mezzetto, fino a vent’anni fa, si metteva il grano che poi veniva offerto alla Madonna, questo grano veniva poi messo tutto insieme, (da qui la parola “mezzetto”, cioè l’unità di misura del peso del grano, circa 30/33 kili) e veniva venduto ai commercianti; il ricavato andava ai frati francescani dell’Immacolata e alle suore”. 


Nel giorno della festa il santuario, la piazza e le strade intorno si riempiono di devoti, tra i quali vi sonomolte persone che hanno ricevuto  una “grazia” dalla Madonna, come la Signora Giuseppina, contadina di 82 anni, che in seguito a una brutta caduta rimase paralitica e grazie all’intercessione in sogno della Vergine, dopoha ripreso a camminare. La Signora Giuseppina da quel momento in poi ha fatto un voto e ogni anno porta il mezzetto alla Madonna. Oppure la signora M., 45 anni, che vide la Madonna andarle incontro durante un incidente stradale. Tra i partecipanti alla festa molti non hanno avuto miracoli direttamente, ma portano il mezzetto per buon auspicio per tutto l’anno che seguirà. Inoltre, tra la folla s’intravedono donne molto anziane che portano il capo coperto da un fazzoletto, il così detto “maccaturo”, com’era di prassi tempo fa, in segno di rispetto nei confronti della Vergine. 

La festa della Madonna del Buon Consiglio è molto sentita dalla popolazione; infatti, vede una cospicua e continua affluenza per tutto il giorno, non soltanto in occasione della processione e dell’evento liturgico, ma anche dei momenti di gioco per i più piccoli e dei vari spettacoli musicali per i più grandi.
La celebrazione s’intreccia a un passato e a una storia che esistono e non possono essere cancellati, tanto da essere stati monumentalizzati nel 1993 attraverso una statua, posta accanto al Santuario, che raffigura Carmine Capobianco che alza al cielo la maiolica della Madonna ritrovata nel 1920. La festa che si tiene a Frigento non può essere considerata come una forma culturale subalterna e neppure come segno della presenza di costumi cristallizzati nel tempo e nello spazio, ma deve essere compresa nelle sue articolazioni, nei suoi processi di evoluzione e trasformazione inevitabile nel corso del tempo. 
Come consigliato da molte persone intervistate, ci ritroveremo a Frigento in occasione della festa di San Rocco.

giovedì 23 febbraio 2017

VOLESSE IL CIELO


VOLESSE IL CIELO

WORKSHOP OF VISUAL ANTHROPOLOGY

fotografia di reportage
Presentazione 19 aprile - inizio corso 20 aprile
presso Circolo Arci “Gli Amici del Bibliofilo”
San Giorgio del Sannio (BN) in collaborazione con l'Associazione B.R.I.O. Brillanti realtà in osservazione e con lo Studio Fotografico "Mondoromolo".




Aldo Colucciello, dottore di ricerca per le discipline demoetnoantropologiche, ha insegnato presso l'università degli Studi di Macerata, presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli ed ha collaborato con le cattedre dedicate all'antropologia del Suor Orsola Benincasa e quella di Letteratura e cultura Hindi dell'Orientale di Napoli. Al momento si sta occupando di Antropologia Visiva (fotografia e documentazione video) e di documentare le tradizioni popolari della Campania e dell'area Mediterranea in comparazione alle culture altre. Collabora con il Centro di Documentazione Demologica che a breve ripartirà con l'esperienza del “Museo delle Feste”. Organizza da più di sei anni il festival di Etnografia visiva “Intima Lente” e il festival di Cortometraggi “GRAFFI” dedicato alle opere No Words Awards, quest’anno alla sua terza edizione.

Garofano Flavio
Romualdo, laureato in Dams all'Università di Bologna con una tesi sulla storia della fotografia. Fotografo professionista e studioso di fotografia delle arti sceniche e contemporanea. Vincitore del premio Ora nel 2011, segnalato al premio Celeste 2012 e al premio Ora 2013, al suo attivo ha diverse mostre e pubblicazioni su riviste e cataloghi. Attualmente è proprietario di un piccolo studio in provincia di Benevento. Ha tenuto corsi di comunicazione e fotografia a Bologna e in provincia di Benevento. Nel 2011 è collaboratore, come illustratore, ne Il Male di Vauro e Vincino.

info:
posta@mondoromulo.it
asso.brio@gmail.com
3398087919 (ALDO)
3398264803 (ROMUALDO)

lunedì 20 febbraio 2017

Conclusa l'edizione 2016 _ GRAFFI


graffi1

giovedì 29 dicembre 2016

GRAFFI _ 2016

[Ita] Cari Amici, di seguito la selezione finale dei lavori per l'edizione 2016
[Eng] Dear Friends, below the final selection of works for the edition 2016


Sabato 18 Febbraio 2017 si terrà la serata finale dell’edizione 2016 di Graffi – Culture visive, presso la libreria “Il bibliofilo”, in Piazza Immacolata, 4 a San Giorgio del Sannio (BN).
La serata inizierà con la proiezione dei videoclip in gara  per la sezione “Don’t shoot the singer” (videoclip non cantati). I video in concorso saranno:
  • Ambiworks#1 di Luca Reale
  • Ghost Dolls di Simona Mancini
  • Gocce di pioggia di Giulia Simoncelli
  • Spaghetti western meets Dvoràk di Linda Fratini
  • The Inanimate Eye di Giovanni Enrico Iusi
La giuria presente in sala attribuirà il premio “No words award“, per il miglior corto privo di dialoghi, tra tutti quelli selezionati dai ragazzi dell’istituto “Galilei-Vetrone”  di Guardia Sanframondi che verranno proiettati, a partire dalle 21.00, nel seguente ordine:
  • Bug  di Francesca Marinelli e Dario Trovato
  • Il sapore del sale di Nour Gharbi
  • Corp  di Pablo Polledri
  • Drop  di Alessio Perisano
  • Fuori di vista  di Francesco Cerrone
  • Carne e polvere di Antonio La Camera
  • Amira di Luca Lepone
  • All connected  di Andrea Baldini
  • Musica mia  di Andrea Carotenuto
  • Water  di Matteo Bombardi
La giuria attribuirà anche il premio “Phototales” alla migliore fotonarrazione, scelta tra le due finaliste proietate:
  • Aspettando il sole di Ferdinando Amato
  • Cava Romana di Stefano Pelleriti
A fine serata verranno annunciati e premiati i vincitori delle tre categorie.